Cos’è il cammino

marco con lo zaino al tramonto

Se dovessimo chiedere a ciascun pellegrino cos’è il cammino, otterremo risposte diverse, ognuna delle quali avrebbe in se un’emozione forte e profonda.

E questa emozione ci spinge a camminare e a fare ogni giorno tanti chilometri verso la meta agognata. Potremmo parlare di una magia.
Intendiamoci bene sul termine, magia intesa come immagine interiore, imago in me agere, direbbero i latini.

Chiamiamola Magia

Un qualcosa che smuove i nostri sentimenti , li esalta ed isola le nostre paure. Una idealizzazione del nostro viaggio che prima che fisico diventa interiore. La meta diventa una scusa per mettersi a nudo .

Cammino Francese

Chi ha fatto, il cammino francese, come me, ha assistito a delle scene a bordo strada o negli ostelli in cui spesso le persone piangevano e questo non era un pianto, ma un lavaggio interiore, un modo di scoprirsi migliore spesso siamo noi stessi , i nostri limiti interiori.

Per questo le nostre vittorie sono vittorie “nostre” e non di altri; perchè noi vinciamo noi stessi, mettendo l’asticella sempre più in alto.

Questo è vero per chi affronta il cammino per un motivo spirituale o interiore, sia per quello che lo fa per un motivo fisico e tenersi in forma. Spesso le due cose non sono distinguibili.

La motivazione

La prima cosa su cui dovremmo interrogarci nel fare il cammino sarebbe quale motivo ci spinge. E nel farci questa domanda non dovremmo aspettare dagli altri nessuna forma di comprensione.

La molla che ci spinge a partire è solo nostra. Sappiamo solo noi cosa si nasconde dietro i sorrisi, i pianti . Sappiamo solo noi cosa significa il nostro grido di gioia nell’arrivare alla meta.

Gli altri potranno cogliere solo degli aspetti, dei particolari, non tutto. Il cammino insegna anche l’umiltà, ogni vittoria e come tante altre: differenti ed uguale.

Ed infine per concludere cos’è il cammino

In fondo siamo andati a fare due passi; in realtà abbiamo riassunto la nostra vita. Con umiltà e consapevolezza dobbiamo continuare a fare questo viaggio.

Buon cammino a tutti

Marco Franceschini

J pie de port marco

Il cammino Portoghese in cinque donne

due frecce santiago lisblona alt

Cinque donne alla scoperta del Cammino Portoghese.

Siamo partite da Porto e ci siamo godute un giorno di libertà in questa città. Un labirinto di strade strade strette ospita chiese, piazze e coloratissime facciate e azulejos. L’imponente ponte ad arco in ferro alto più di 40 metri e lungo quasi 400 costituito da un doppio arcobaleno, dichiarato Monumento Nazionale svetta in questa città. Si apprezza tutta l’imponenza ingegneristica di questa costruzione in metallo attraversandolo sia a piedi che con il battello.

Vicoli acciottolati e scalette sghembe ci accompagnano nel quartiere Ribeira. Sembra una tavolozza di colori dove intingere la fantasia e dipingere le emozioni.

Ma al tramonto abbiamo lasciato la città per arrivare a Tui. Da qui parte il nostro cammino.

Da Tui a Pontevedra

Il cammino portoghese è il secondo cammino più richiesto dopo il cammino francese. Ci siamo rese conto di quante persone e sopratutto di quanti folti gruppi sia transitato. Parte da Lisbona e sono circa 600 chilometri.

Noi non avendo molti giorni a disposizione siamo partite da Tui. Malgrado che fosse agosto il clima è fresco non superando i 22 gradi. Siamo partite sotto una leggera pioggia, sembrava più una doccia emozionale proprio quella che si fa nelle SPA. Da visitare a Tui è senz’altro la Cattedrale di Santa Maria.

Dopo pochi chilometri c’è il fiume Mino a tracciare confine tra Portogallo e Spagna. La segnaletica è ottima impossibile perdersi, l’unico punto a sfavore di questo cammino (se proprio si vuole cercare ) è la presenza di molte strade asfaltate.

Gli ostelli e il cibo impeccabili, dopo due giorni e circa 50 chilometri siamo arrivate a Pontevedra. Un intrecciarsi di vicoli e piazze su cui si affacciano imponenti architetture. C’è molto da vedere e da visitare, peccato per noi che siamo arrivate tardi perchè ci siamo concesse un pranzo al ristorante, facendo rallentare il nostro passo.

L’accattivante centro storico che si distingue oltre per l’indubbio interesse monumentale ma per sopratutto complesso in pietra, ricco di case nobili blasonate, portici e piazze ben custodite con molta vitalità urbana. Ma non è solo cemento e pietra anche molti spazi verdi, il suo fiore all’occhiello è che vanta di essere una delle città più green del mondo, senza traffico e inquinamento.

Variante Espiritual

All’alba abbiamo lasciato Pontevedra per proseguire il nostro cammino seguendo la variante Espiritual. Il percorso attraversa i pittoreschi paesaggi della regione O Salnes. La lunga e ripida salita ripida a tornanti è durata per noi qualche ora.

Appena finiva una dietro c’era subito un altra. La vista dall’alto sull’oceano ci ha appagato di tutta fatica fatta per salire. Sono 450 metri di dislivello, subito dopo una piccola discesa ci fa immettere in un bosco dove troviamo lo stupefacente Monastero di Armenteira del 1100. C’è solo un nuovissimo e pulitissimo Ostello, era già pieno e non ci è rimasto di dormire a terra grazie a l’hospitaliero italiano.

segui

Il mattino seguente abbiamo aspettato l’alba per uscire perchè eravamo dentro un bosco e dovevamo impiegarci più di un ora per uscire. Il sentiero di “Ruta de Pedra e de Auga” che costeggia il piccolo fiume Armenteira ci ha accompagnato con un lungo percorso pianeggiante e rigoglioso di vegetazione. La nostra destinazione è Vilanova de Arousa.

Eravamo direttamente sull’Oceano. Nel pomeriggio abbiamo potuto rilassarci in uno dei tanti locali della città. La sera una piccola festa della birra ha allietato la nostra serata, ci siamo regalate una serata non propriamente da pellegrine.

La via del mare

Il giorno seguente è stato di riposo, un battello ci ha portati dall’altra parte dell’oceano, sulla costa per inseguire il nostre percorso per ricongiungerci con il Cammino Portoghese. Lungo il percorso di navigazione si possono vedere 17 croci che segnano il percorso dell’Apostolo.

Ultima tappa camminata prevalentemente sull’asfalto e in aeree urbane. Noi avevamo la fretta di raggiungere Santiago, poichè il giorno seguente saremmo dovute ripartire. Ci siamo fermate appena una sola volta per mangiare e nel pomeriggio presto siamo arrivate.

L’arrivo a Santiago

Non mi abituerò mai all’arrivo in questa città, ogni volta l’emozione ti prende appena dai vicoli intravedi le guglie.

Siamo arrivate alla tomba dell’Apostolo Giacomo, e anche se non è stato un lungo peregrinare ci ha permesso in una settimana di avere un assaggio del vero cammino. E’ la terza volta per me e spero che ce ne siano altre. Il cammino è faticoso, ci sono molte ore di silenzio in cui è inevitabile scavarsi dentro. E’ molto bella conoscenza di pellegrini da tutto il mondo.

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La Piramide Etrusca di Bomarzo

Vivo nella Tuscia e non potevo perdermi  la visita questa piccola perla incastonata tra i noccioleti dell’Alto lazio.

La Piramide Etrusca di Bomarzo non sara come quella di Giza  o Chichen Itza, ma possiamo vantarci anche noi di avere uno dei siti archeologici più misteriosi e affascinanti d’Italia. Raggiunge i 16 metri d’altezza, veniva usata come altare religioso dai sacerdoti etruschi  per la celebrazione dei riti sacri.

La struttura

E’ composta in totale di 35 gradini, salendo si possono vedere i due alari intermedi e un altare principale. La struttura denota la presenza di strani fori quadrangolari che fungevano come basi di appoggio per la copertura in legno.

Si possono vede inoltre alcuno nicchie forse per la conservazione di strumenti per i riti. La struttura tronca potrebbe richiamare le piramidi Maya

IL SASSO DEL PREDICATORE

Il sasso del predicatore prima che brillasse di luce propria, era chiamata cosi dai paesani

Tuttavia l’episodio era passato in sordina e la piramide avvolta nei rovi infestanti per decenni. Salvatore Fosci armato con cesoie, ascia e falce l’ha riportato al suo massimo splendore e posto sotto i riflettori per presentarlo al mondo intero.

Escursioni

A tutt’oggi la Piramide Etrusca di Bomarzo e’ meta di escursionisti da tutta Italia.        Per me e i miei amici raggiungerla è stato facilissimo visto che viviamo molto vicino.

Accompagnati dal nostro Capitano Silvio appassionato di natura e trekking ci ha portato a visitare prima la torre di Pier Paolo Pasolini nelle campagne di Chia  dove girò nel 1964 qualche scena del Vangelo secondo MatteoSeguendo il sentiero si va alle cascate sul Fosse Castello. Le cascate sono interessanti in quanto l’acqua scorre in diversi rivoli tra rocce dure e levigate, ed inserite in un contesto giusto.

Ebbene si, anche qui Pasolini girò qualche scena del film pensando che fosse lo scenario giusto per girare la scena del battesimo, mentre per noi tutti quelle acqua erano il fiume Giordano  .

Il percorso

Il percorso non è ancora tracciato, basta avere una buona guida come la nostra. Per chi vorrà addentrarsi da solo farà meglio a partecipare ad una delle escursioni guidate da guide specializzate che organizzano. Ci sono dei percorsi differenti, variando di pochissimi chilometri l’uno dall’altro.

Il tragitto è tutt’altro che semplice, si alternano sali e scendi non propriamente battuti. Ma il grosso sasso di peperino su cui è scavata la piramide si mostrerà in tutta la sua grandezza e in tutto il suo splendore.

Si trova adiacente alla Piramide Etrusca, il complesso funerario di Santa Cecilia è un tempio rupestre, articolato su due livelli. Di origini ancora incerte, ma si fa un bel tuffo nel passato. Probabilmente è una sorta di santuario che ospita numerose tombe antropomorfe ricavate direttamente nella roccia.

Il sacro Bosco

A pochissimi chilometri della Piramide e attraversando il piccolo borgo di Bomarzo possiamo visitare il Sacro Bosco denominato anche il Parco dei Mostri.Si tratta di un parco naturale ornato da numerose sculture in peperino risalenti al XVI secolo, ritraggono animali mitologici, divinità e mostri.

Perfettamente incastonate nel contesto giusto, molto curato, con vialetti alberati e  grandi prati curatissimi. Molto visitato il   Sacro Bosco è un vanto per un piccolissimo ma grazioso paese come Bomarzo

Via Francigena Toscana Lucca-Siena

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Lucca Siena, due bellissime e monumentali città, punto di arrivo e di partenza della Via Francigena. Borghi straordinari tra Monteriggioni, San Miniato, San Gimignano, etc sono tra i gioielli più preziosi della architettura e rinascimentale, si inseriscono panorami ordinati ed armoniosi.

Percorrendo svariate tipologie di sentieri. Dal centro città, alla creste panoramiche delle colline o antiche selciati, in poco più di 130 chilometri .

Ma andiamo per ordine

La via Francigena inizia da Canterbury e arriva a Roma. Itinerario di 1800 chilometri circa, percorso dall’Arcivescovo Sigerico nell’anno 990, descrivendo tutto il suo cammino in 79 tappe e riportato in un diario, quindi la più autentica testimonianza del tracciato della Via Francigena.

Il percorso è molto vario, inizia in Inghilterra, attraversa una parte della Francia, arriva in Svizzera toccando la città di Losanna, questa parte dell’itinerario ha una difficoltà media, con presenze di salite ripide. Dopo la Svizzera passando per il Grand San Bernardo arriva in Italia.

Da Aosta scende, toccando Vercelli, Pavia, il Passo della Cisa etc… Dopo l’Appennino Tosco -Emiliano, arriva in Versilia fino alla Val d’Orcia arrivando nel Lazio. La Tuscia accompagna il cammino fino ad arrivare alla tomba dell’Apostolo Pietro a Roma.

Il mio cammino inizia dalla bellissima Lucca

Uno dei fiori all’occhiello della Regione Toscana. Circondata dalle mura storiche ancora intatte, il centro storico tra torri, campanili, e palazzi rinascimentali, ha mantenuto intatto il suo aspetto Medioevale.

Da qui è partito il mio cammino di una settimana con la mia amica. Altopascio è stato il primo paese dove abbiamo passato la prima notte, abbiamo scelto l’accoglienza dell’Ostello donativo che si trova nel centro storico ben curato del paese.

Secondo giorno da Altopascio a San Miniato 29 km. Bisogna essere un po allenate per camminare ogni giorno almeno sei ore. Ci sono tanti fattori che non ti fanno rientrare nei tempi canonici, per noi il caldo e le salite hanno rallentato tanto il nostro passo, ci abbiamo impiegato almeno otto ore.

Superato la zona delle Cerbaie, siamo arrivate a San Miniato. Tra le viuzze in pietra e piazze scenografiche, mentre eravamo alla ricerca del nostro ostello non potevamo far meno che vedere la sua imponente rocca, punto di osservazione quasi a 360 gradi sul territorio.

Metà cammino

San Miniato Gambassi Terme secondo me una delle più belle tappe panoramiche. Camminare sulle creste delle colline e avere una vista a 360 gradi su uno sky line tra le vallate a perdita d’occhio, ci ha fatto sentire privilegiate di poter vedere con i nostri occhi questa meraviglia. Nonostante il caldo e la mancanza di punti di ristoro all’ombra, è stata una bellissima tappa. L’ostello non è da meno, accoglienza, pulizia e ristoro sono i punti forti.

La tappa seguente si inizia a vedere e costeggiare i vigneti del Chianti. Siamo state molto fortunate, era Settembre e avevamo a disposizione l’uva direttamente dai filari, con poca fatica perchè la tappa è piuttosto comoda siamo arrivate all’ora di pranzo a San Gimignano. Colle Val D’elsa e i suoi punti termali ci hanno accompagnato per la lunga tappa.

Sebbene che dovevamo arrivare a Monteriggioni ci siamo volutamente fermate ad Abbadia Isola. Fiore all’occhiello di questo piccolo borgo è senz’altro l’accoglienza della volontaria dell’ostello.

Ultima tappa

Tutta una tirata passando per Monteriggioni, e le Crete Senesi. Pensate alle colline, ai filari di cipressi, ai sentieri che solitari sembrano cavalcare l’orizzonte su una terra di velluto.

Piccoli borghi incastonati come pietre in questa magica terra. Ovviamente gli stranieri che abbiamo incontrato nel cammino erano molto entusiasti di tutto il panorama che ci accompagnava. Siamo arrivate stanche alla porta delle mura di Siena, come posso descrivere tale bellezza?

E’ stato un cammino ricco di storia, multietnico per tutte i pellegrini incontrati nel cammino, gastronomico e qui ci sarebbe da descrive i vari sapori delle zuppe, delle carni alla brace, ai Pici cacio e pepe, per non parlare dei salumi e formaggi locali annaffiati con del buon Chianti o Brunello di Montalcino.

L’unica maniera per capirlo …è viverlo.

 

Sorprendenti Mesetas

03-cammino-santiago_bigIl primo pensiero immediato appena arrivate è stato il caldo, ci siamo subito guardate perchè temevamo che sarebbe stato un cammino con molteplici problemi. Nei gruppi Facebook i pellegrini le chiamano “le temute Mesetas“.

Devi fare i conti con te stessa, perchè le ore di silenzio sono molte. Le tappe sono abbastanza lunghe, ed il paesaggio per chilometri e chilometri è identico.

Ebbene si, in silenzio si pensa molto, e perciò si scava molto interiormente.

Ore 6:30 già eravamo pronte cercando di uscire da Burgos.

Nelle città che attraversano il cammino di Santiago de Compostela le frecce gialle che indicano il cammino vengono confuse con molti cartelli e indicazioni stradali.

Non eravamo le sole ad avere questo problema, ci abbiamo impiegato più di un ora per  addentrarci dentro le Mesetas.

Trovarsi immerse dentro un mare grano tra i vari gradi maturazioni dal verde al giallo è stato un colpo di fulmine.

A metà mattina già il caldo era allucinante per me, l’ombra è impossibile trovarla.

Alle 14:00 quando già avevamo camminato circa 30 chilometri, stanche, sudate, e disidratate spunta in mezzo al nulla un cartello. Albergue (ostello) a 500 metri, ci siamo guardate sorridendo, dovevamo fare una deviazione.

500 lunghi metri per arrivare ad una piccola oasi. Avevamo acqua  e ombra, quello che serviva a noi. In un luogo cosi dimenticato da Dio a quaranta gradi eravamo state cosi fortunate a trovare una fonte per bagnarci la testa, degli alberi che ci hanno dato la possibilità di riposarci e ritemprarci.

Dopo un ora eravamo tornate in cammino e pochissimo dopo nel l’ostello che ci eravamo prefissate di arrivare.

Il caldo ci sfidava ogni giorno

Ci svegliavamo alle 4:40 per partire alle 5:30. Prima era impossibile, poichè ogni mattina in silenzio e quasi al buio devi recuperare tutti i tuoi oggetti e rimetterli dentro lo zaino.

Non eravamo le prime ad alzarci, anzi parlando con qualche pellegrino c’era chi si alzava alla 3:00 del mattino e con la torcia in mano si metteva in cammino. Facendo cosi per qualche ora erano salvi e non avevano problemi con il caldo e
sopratutto con la disidratazione. Non trovando delle fonti d’acqua potabile o un Bar per rigenerarti.

Per quanto è duro il deserto delle Mesetas non rimane che andare avanti.

In certi tratti in tarda mattinata per quanto sia bello quel panorama, i girasoli in piena maturazione, le pale eoliche , il grano…non ne puoi più. Il caldo torrido, la mancanza di ombra, e la mancanza di cibo e acqua per quanto tu possa farti una scorta prima di partire ti manca il riposo.

Devi andare solo avanti. Tra i pellegrini che ho conosciuto sul cammino c’e’ un detto le mesetas, prima parti e prima sei salvo. Ma non è facile sopratutto d’estate andare a dormire presto e svegliarsi di notte.

La cosa più bella bella, per cui vale la pena di attraversare le Mesetas la salita de Alto de Mostarales, si raggiunge dopo l’unica vera salita delle Mesetas.

Grazie a Madre Natura si può vedere un vero e proprio Sky line, un tripudio alla natura. Secondo me l’immagine icona del cammino di Santiago.

Se il caldo e la mancanza di ombra l’estate ci fa temere le Mesetas , in inverno c’è il rovescio della medaglia. Ebbene si, freddo e vento senza riparo con rari ostelli le tappe sono lunghe. trenta chilometri sotto la pioggia è dura..

ostelli sulle Mesetas

I più caratteristici ostelli li ho trovati sulle Mesetas. Addirittura in mezzo al nulla in un minuscolo borgo fantasma sopra un portone scritto con un pennarello stinto c’era scritto Albergues .

Abbiamo aperto il grande portone e ci siamo trovati in un contesto hippy. Un grande prato in cui le facevano da padrone le galline che scorrazzavano in mezzo ai pellegrini sdraiati all’ombra. Tra gli alberi cerano delle amache, una signora che faceva i massaggi, musica orientale che proveniva da un minuscolo bar, i muri erano interamente scritti dai pellegrini che passavano di li.

Nonostante la fatica, il caldo, la disidratazione , il silenzio, il camminare a testa bassa per molte ore per me e le mie amiche le Mesetas le porteremo sempre nel cuore. Siamo arrivate a Leon, bellissima città, ricca di storia e di arte, una magnifica cattedrale gotica del XIII secolo dedicata alla Vergine Maria. Avere tutto a disposizione ti faceva sentire in grado che non dovevi più conquistarti nulla.

Abbiamo rimpianto le sorprendenti Mesetas.

Ci sono più scuole di pensiero delle Mesetas tra i pellegrini incontrati, c’è chi le ama, e chi le odia. Per scoprirlo bisogna attraversarle.

io sulle mesetas
murales cammino di santiago

Camminare è una sana abitudine

two men walk alt

Camminare è una sana abitudine, ho testato personalmente questo nuovo stile di vita sano partendo da zero. Non ho mai voluto cimentarmi in nessun tipo di sport non facevano per me.

Non sono portata per l’aerobica, ho paura di nuotare, non voglio frequentare rumorose palestre. E’ bastato leggere qualche articolo di rivista, o vedere qualche video che ho cambiato il mio modo di pensare.

Nonostante che la vocina interna appena mi sfiorava il pensiero di uscire a camminare mi diceva ( ma chi te lo fa fare) oppure ( rimani sul divano è freddo) dopo una vita di procrastinazione sono riuscita a far diventare il cammino la mia sana abitudine.

Ho subito fatto una meravigliosa scoperta.

Camminare oltre che mettere in moto i nostri muscoli, scioglie le tensioni. Aumentando il livello delle endorfina ho trovato subito un piacevole effetto. Per me è stata una piacevole novità,  ero negata per lo sport, credevo che  non mi piaceva assolutamente.

Il risultato non tardò ad arrivare.

Con il passare dei giorni ho notato che la vocina interiore si è fatta sempre meno insistente, tre o quattro volte a settimana non rinunciavo mai alla mia passeggiata.

Cercavo percorsi sempre più lunghi, mezzora non mi bastava più. La circolazione sanguigna è migliorata nettamente, il mio colesterolo cattivo  perennemente alto si è abbassato, e quello buono HDL si è alzato.

Camminare come filosofia di vita

Informandomi sempre di più di questo sport, ho letto  che  Aristotele insegnava camminando sotto i portici del liceo. Socrate amava camminare e dialogare discutendo di filosofia sotto la Stoa, i portici di Atene.

Jean Jacques Rousseau filosofo del  settecentesco confessò di non poter  non meditare se non camminando,  secondo lui  la mente si aziona con i piedi in moto.

Ci sono molti personaggi del passato da Petrarca, Stendal , Goethe fino ad arrivare ai giorni nostri Bill Gates e tanti altri che hanno fatto del cammino una propria e vera filosofia di vita.

La paura ti fa pensare

La Fondazione Umberto Veronesi sostiene che la sedentarietà è una delle cause principali di disabilità e mortalità nel mondo. Diabete, cardiopatie, ipertensione, cancro, osteoporosi sono le malattie croniche che colpiscono in massa gli Italiani, legati a stili di vita sbagliati.   Credo che questo era uno degli articoli che avevo letto qualche anno fa che mi fece molto pensare. Il “Killer silenzioso” seminava molte malattie e moltissimi morti. Secondo questi medici per ovviare a tutti questi mali non bisognava essere atleti, ma partire con delle semplici passeggiate di mezzora. Un attività apparentemente banale e a costo zero che ci permettere se fatto con costanza di trarre benefici.

 In conclusione…

Non è stata facile prendere e fare mia questa sana abitudine partendo da zero. Sono partita molto lentamente perchè ero resistente al movimento. Avevo torto, l’ho dovuto subito ammettere.

Quando vado a camminare  trovo specialmente in primavera tante persone che come me sono partite da zero. Ovviamente chi ha delle patologie prima di fare di testa propria si è rivolto a medici, poi successivamente  hanno adottato il loro stile di vita giusto inserendo dietro consiglio medico una bella passeggiata giornaliera.

Ebbene si, camminare aiuta mente e cuore.

L’ ho scoperto mettendo in pratica i tanti consigli che leggevo, libri di sportivi che consigliavano di iniziare con delle passeggiate di almeno mezzora.

Nonostante che la vocina interna appena mi sfiorava il pensiero di uscire a camminare mi diceva ( ma chi te lo fa fare) oppure ( rimani sul divano è freddo) dopo una vita di procrastinazione sono uscita.

Ho subito fatto una meravigliosa scoperta.

Camminare oltre che mettere in moto i nostri muscoli, scioglie le tensioni. Aumentando il livello delle endorfine ho trovato subito un piacevole effetto. Per me è stata una piacevole novità perchè  ero negata per lo sport, non mi piaceva assolutamente.

Il risultato non tardò ad arrivare. Con il passare dei giorni ho notato che la vocina interiore si è fatta sempre meno insistente, tre o quattro volte a settimana non rinunciavo mai alla mia passeggiata.

Cercavo percorsi sempre più lunghi, mezzora non mi bastava più. La circolazione sanguigna è migliorata nettamente, il mio colesterolo cattivo  perennemente alto si è abbassato,e quello buono HDL si è alzato.

Camminare come filosofia di vita

Informandomi sempre di più di questo sport, ho letto  che  Aristotele insegnava camminando sotto i portici del liceo. Socrate amava camminare e dialogare discutendo di filosofia sotto la Stoa, i portici di Atene.

Jean Jacques Rousseau filofoso settecentesco confessò di non poter  on meditare se non camminando, perchè secondo lui  la mente si aziona con i piedi in moto.

Ci sono molti personaggi del passato da Petrarca, Stendal , Goethe fino ad arrivare ai giorni nostri Bill Gates e tanti altri che hanno fatto del cammino una propria e vera filosofia di vita.

Cammina e guadagni in salute

La Fondazione Umberto Veronesi sostiene che la sedentarietà è una delle cause principali di disabilità e mortalità nel mondo. Diabete, cardiopatie, ipertensione, cancro, osteoporosi sono le malattie croniche che colpiscono in massa gli Italiani, legati a stili di vita sbagliati.   Credo che questo era uno degli articoli che avevo letto qualche anno fa che mi fece molto pensare. Il “Killer silenzioso” seminava molte malattie e moltissimi morti. Secondo questi medici per ovviare a tutti questi mali non bisognava essere atleti, ma partire con delle semplici passeggiate di mezzora. Un attività apparentemente banale e a costo zero che ci permettere se fatto con costanza di trarre benefici.

10 Motivi principali per fare il cammino di Santiago

2 persone in cammino

1.Mettersi alla prova, uscire dalla confort zone. Secondo me è un uno dei principali motivi per fare il cammino di Santiago. Mi è costato una forte dose di coraggio, avevo questo desiderio da tantissimi anni, ma il momento giusto non arriva mai. Buttati sarà un esperienza di crescita personale.

2. Allenarsi a qualsiasi temperatura, uscendo d’inverno nonostante il vento gelido, o la pioggia. Qualsiasi sia la temperatura bisogna uscire e camminare. Potrebbe capitare di fare il cammino sotto la pioggia battente, ma già ci siamo allenate per questo.

3. Trovare e provare lo zaino giusto che ci accompagnerà lungo il cammino, è molto importante. Leggero e capiente allo stesso momento. Cercando solo l’essenziale perchè tutto il peso dello zaino lo dobbiamo portare sulle nostre spalle.

 

Molto importante la motivazione

4. Avere un grande perchè per affrontare tutta la fatica. Ognuno ha il suo per sopportare il caldo, il freddo, il peso dello zaino e tanto altro.

5. Essere aperti alla condivisioni, alla conoscenza con il prossimo. Ma ancora più importante lasciarsi andare a nuove conoscenze,ti apre la mente.

6. Tolleranza verso tutto e tutti. Non pesare eccessivamente i fattori negativi, tutt’altro imparerai ad apprezzarli, soltanto quando sarai in grado di prendere tutto con leggerezza.

 

Sorridere nonostante tutto

 

7. Le calorie che si perdono. La semplice ragione di perdere un pò di peso sul cammino è sempre una grande motivazione.

8. Rinforzi te stessa. Non solo interiormente, ma anche i muscoli che farai sul cammino ti danno la giusta autostima per non mollare tutto l’allenamento che hai fatto quando tornerai a casa.

9. Consolida il tuo coraggio. Hai trovato la giusta motivazione per essere sul cammino, i fattori per scoraggiarti saranno molteplici,ma tu non sei più la stessa di prima. Affronti tutto con coraggio da guerriera.

 

Ultima e non meno importante…

 

10. Quando tornerai hai un bagaglio che vorrai arricchire. Ricercare quella libertà, tornare a vivere nell’essenziale. Per concludere ti ringrazierai tutta la vita di aver fatto questa esperienza.

 

 

Chi sono

donna che cammina alt

 

Ciao, sono una pellegrina. Cinque anni fa nel ho voluto mettermi alla prova, fare il cammino di Santiago de Compostela. Ho scelto il cammino francese perchè è quello più frequentato, considerando che non avevo un mese a disposizione,  ho deciso di camminare  gli ultimi 160 chilometri. Tra varie difficoltà sono arrivata alla meta.

Ho giurato a me stessa che non avrei mai più fatto una esperienza del genere, sebbene che è stata bellissima esperienza per quanto dura. L’anno dopo ero sulle Mesetas con le mie amiche.

 La Mesetas è un grande altopiano della Spagna, ci passa il cammino francese, attraversa da est a ovest tutta la Spagna, è stato un cammino incredibilmente affascinante,solo coltivazioni di grano e cereali a perdita d’occhio fino all’orizzonte.

Al contrario dell’altro cammino abbiamo trovato molto caldo. Ogni cammino c’e’ sempre una o più difficoltà, ma questo ti stimola a cercare il lato positivo anche quando è bene nascosto. 

Credevo che potevano bastare queste esperienze sul cammino

 

Invece no, sempre con le stesse amiche l’anno dopo eravamo in liguria. Solo una settimana per costeggiare da Camogli alle Cinque terre, sulla via della Costa.

 Parlando con altri pellegrini ho scoperto che il cammino crea dipendenza. Ebbene si, è faticoso ma indimenticabile. Nessun altra esperienza ti può regalare quello che il cammino ti dona.

Di conseguenza l’anno dopo eravamo a Porto, lungo il cammino Portoghese direzione Santiago. Ormai il nostro amore per i cammini era consolidato. Non c’è pioggia, sole e vento che tenga. Lo zaino si riempie sempre più di ricordi.

Ho voluto testare anche la via Francigena.

Non potendo farla tutta ho scelto di camminare da Lucca a Siena.

Magnifici vigneti del chianti, panorami mozzafiato, fino ad arrivare nel Lazio. Credo che sia l’unico modo per visitare e scoprire per bene un posto. Camminando e vivere ogni piccolo paese o borgo.

Perchè un blog? Perchè no? In questo spazio troverete chiacchiere, informazioni, basate sulla mia umile esperienza. Umile perchè  l’esperienza non è mai troppa. Vorrei che altri pellegrini come me arricchissero sempre di più con consigli, ricordi e frammenti del cammino.

 

Gianna

 

Vita da pellegrina. Come è nata la mia passione per il cammino

santiago de compostela

Diventare una pellegrina facendo il cammino  di Santiago è stato per me il mio sogno nel cassetto. Da tanti anni avevo questa passione, camminare con lo zaino sulle spalle lungo questi sentieri dove poeti e santi lo hanno fatto prima di me.

 Un giorno ho letto questa frase di Goethe ” Qualunque tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, cominciala. L’audacia reca in se  genialità, magia e forza. Comincia ora .”

E’ scattata in me la voglia di aprire quel cassetto. 

Era Dicembre ho acquistato i biglietti aerei. Il 26 Maggio 2014 iniziava la mia avventura.

Ad ogni modo, mi sono pentita sin dal primo momento che avevo preso questa decisione, non era cosi affrettata, erano 10 anni che ce l’avevo in mente, ma già potevo immaginare che sarebbe stata molto dura . Ho trascorso la Primavera ad allenarmi camminando nelle campagne della Tuscia.

Dove vivo ci sono bellissimi luoghi da scoprire camminando  che non avevo mai visto  visitato.

segui

Dai Calanchi a Civita di Bagnoregio, alla Piramide Etrusca a Bomarzo, percorsi quasi inesplorati della Selva di  Vasanello.

Insomma dopo tanta pigrizia mi si era aperto un mondo, ed ero chiaramente motivata più di prima, la vita da pellegrina mi piaceva sempre di più.

 

Finalmente arriva il giorno fatidico, sono sul cammino 

Ho trascorso quasi tutta la nottata a fissare i soffitto. Il mattino dopo sono partita molto presto era ancora buio. Non ero la sola a partire prima dell’alba, era freddo e avrei tanto voluto fare una calda colazione all’italiana. 

Sono partita in solitaria per lasciarmi alle spalle voci interiori, blocchi e brutte abitudini. Avevo voglia di rinnovamento, ma le voci interiori negative non hanno tardato ad arrivare ( non ce la fai,  chi te lo fa fare).

Finalmente il primo giorno dopo alcuni chilometri ho conosciuto un gruppetto di italiani. Con loro sono arrivata a destinazione. Loro erano già forgiati dal cammino, erano partiti dai Pirenei, invece io soltanto gli ultimi 160 chilometri.

Mi hanno subito messo a mio agio dicendomi che all’inizio è dura, e che loro avevano già provato questa sensazione di stanchezza sia fisica che mentale. Era stata una lunghissima giornata, temevo per quelle seguenti.

 Chiaramente i giorni seguenti non sono stati facili, ogni giorno c’è una nuova difficoltà. Aveva piovuto per  due giorni interi e aveva creato tantissimo fango che rallentava il nostro passo.

Problemi di vesciche, di bucato che non si asciugava mai. Inoltre, negli ostelli non hai un minimo spazio tutto tuo. Tutto è condiviso, come nei matrimoni, nella buona o nella cattiva sorte.

Tuttavia, gli aspetti migliori del cammino non hanno tardato ad arrivare

Avevo fatto una nuova scoperta, iniziava a piacermi  questa vita itinerante, ogni giorno un nuovo posto da visitare e da scoprire. Nuove conoscenze e nuove informazioni sulla tappa che ci aspettava il giorno seguente.

Ricevevo moltissimi messaggi  di incoraggiamento, sopratutto da quelle persone che non credevano che sarei stata capace. Anche io ero sempre più grata a me stessa di aver fatto questa scelta.

 

 intanto Santiago de Compostela era sempre più vicina 

 Lungo il cammino si incontrano i cippi, segnalano i chilometri mancanti per Santiago. Ogni volta cercavo di non guardarli, ma devo dire che in compagnia scorrevano più velocemente.

Sul cammino si incontrano persone di ogni genere, ceto sociale, razze umane. Ed una cosa bellissima, anche le conoscenze che si fanno la sera negli ostelli, o nei Bar ti lasciano un bel ricordo.

Non ci sono etichette, nessun avvocato, commerciante o dottore, sotto mentite spoglie si è pellegrini e basta. Mi sentivo  pellegrina, iniziavo ad amare   questa  viandanza.

Erano bastati pochi giorni per apprezzare delle cose che prima non vedevo. Sopratutto camminando in silenzio apprezzavo il qui e ora, camminare all’alba  godermi tutti i colori del cielo, e sentirmi di fare parte di un grande disegno.

Ho realizzato il mio sogno.  Sono arrivata stanca ma felice  sulla tomba dell’apostolo Giacomo