Sorprendenti Mesetas

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03-cammino-santiago_bigIl primo pensiero immediato appena arrivate è stato il caldo, ci siamo subito guardate perchè temevamo che sarebbe stato un cammino con molteplici problemi. Nei gruppi Facebook i pellegrini le chiamano “le temute Mesetas“.

Devi fare i conti con te stessa, perchè le ore di silenzio sono molte. Le tappe sono abbastanza lunghe, ed il paesaggio per chilometri e chilometri è identico.

Ebbene si, in silenzio si pensa molto, e perciò si scava molto interiormente.

Ore 6:30 già eravamo pronte cercando di uscire da Burgos.

Nelle città che attraversano il cammino di Santiago de Compostela le frecce gialle che indicano il cammino vengono confuse con molti cartelli e indicazioni stradali.

Non eravamo le sole ad avere questo problema, ci abbiamo impiegato più di un ora per  addentrarci dentro le Mesetas.

Trovarsi immerse dentro un mare grano tra i vari gradi maturazioni dal verde al giallo è stato un colpo di fulmine.

A metà mattina già il caldo era allucinante per me, l’ombra è impossibile trovarla.

Alle 14:00 quando già avevamo camminato circa 30 chilometri, stanche, sudate, e disidratate spunta in mezzo al nulla un cartello. Albergue (ostello) a 500 metri, ci siamo guardate sorridendo, dovevamo fare una deviazione.

500 lunghi metri per arrivare ad una piccola oasi. Avevamo acqua  e ombra, quello che serviva a noi. In un luogo cosi dimenticato da Dio a quaranta gradi eravamo state cosi fortunate a trovare una fonte per bagnarci la testa, degli alberi che ci hanno dato la possibilità di riposarci e ritemprarci.

Dopo un ora eravamo tornate in cammino e pochissimo dopo nel l’ostello che ci eravamo prefissate di arrivare.

Il caldo ci sfidava ogni giorno

Ci svegliavamo alle 4:40 per partire alle 5:30. Prima era impossibile, poichè ogni mattina in silenzio e quasi al buio devi recuperare tutti i tuoi oggetti e rimetterli dentro lo zaino.

Non eravamo le prime ad alzarci, anzi parlando con qualche pellegrino c’era chi si alzava alla 3:00 del mattino e con la torcia in mano si metteva in cammino. Facendo cosi per qualche ora erano salvi e non avevano problemi con il caldo e
sopratutto con la disidratazione. Non trovando delle fonti d’acqua potabile o un Bar per rigenerarti.

Per quanto è duro il deserto delle Mesetas non rimane che andare avanti.

In certi tratti in tarda mattinata per quanto sia bello quel panorama, i girasoli in piena maturazione, le pale eoliche , il grano…non ne puoi più. Il caldo torrido, la mancanza di ombra, e la mancanza di cibo e acqua per quanto tu possa farti una scorta prima di partire ti manca il riposo.

Devi andare solo avanti. Tra i pellegrini che ho conosciuto sul cammino c’e’ un detto le mesetas, prima parti e prima sei salvo. Ma non è facile sopratutto d’estate andare a dormire presto e svegliarsi di notte.

La cosa più bella bella, per cui vale la pena di attraversare le Mesetas la salita de Alto de Mostarales, si raggiunge dopo l’unica vera salita delle Mesetas.

Grazie a Madre Natura si può vedere un vero e proprio Sky line, un tripudio alla natura. Secondo me l’immagine icona del cammino di Santiago.

Se il caldo e la mancanza di ombra l’estate ci fa temere le Mesetas , in inverno c’è il rovescio della medaglia. Ebbene si, freddo e vento senza riparo con rari ostelli le tappe sono lunghe. trenta chilometri sotto la pioggia è dura..

ostelli sulle Mesetas

I più caratteristici ostelli li ho trovati sulle Mesetas. Addirittura in mezzo al nulla in un minuscolo borgo fantasma sopra un portone scritto con un pennarello stinto c’era scritto Albergues .

Abbiamo aperto il grande portone e ci siamo trovati in un contesto hippy. Un grande prato in cui le facevano da padrone le galline che scorrazzavano in mezzo ai pellegrini sdraiati all’ombra. Tra gli alberi cerano delle amache, una signora che faceva i massaggi, musica orientale che proveniva da un minuscolo bar, i muri erano interamente scritti dai pellegrini che passavano di li.

Nonostante la fatica, il caldo, la disidratazione , il silenzio, il camminare a testa bassa per molte ore per me e le mie amiche le Mesetas le porteremo sempre nel cuore. Siamo arrivate a Leon, bellissima città, ricca di storia e di arte, una magnifica cattedrale gotica del XIII secolo dedicata alla Vergine Maria. Avere tutto a disposizione ti faceva sentire in grado che non dovevi più conquistarti nulla.

Abbiamo rimpianto le sorprendenti Mesetas.

Ci sono più scuole di pensiero delle Mesetas tra i pellegrini incontrati, c’è chi le ama, e chi le odia. Per scoprirlo bisogna attraversarle.

io sulle mesetas
murales cammino di santiago
viandanzamania
Appena ti metti lo zaino sulle spalle, e percorri a piedi i cammini che i grandi della storia e Santi hanno fatto prima di te ti chiedi: perchè non l'ho fatto prima?

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